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lunedì, aprile 14, 2008
ESSERE O NON ESSERE

Gian Maria VolontéSpesso sento dire: “Hai visto quanto è bravo quell’attore?” Oppure: “Non era male in quel film”. E ancora: “Fra tutti quanti, lui è stato sicuramente il più bravo!”. “Era proprio vero!”. Vorrei riflettere su certi giudizi che a mio avviso esprimono perfettamente un vuoto culturale e professionale. È chiaro che se la qualità media degli attori di oggi è bassa, basta poco ad esaltare un piccolo talento, basta poco a confondere un attore mediocre con uno bravissimo. Se il metro è falsato il giudizio non può che essere sfasato. Ecco che poi si fanno certi nomi (che non sto a fare qui) indicandoli come promesse del cinema, come persone che “ne hanno fatta di strada!”.  Vi suggerisco di vedere un paio di film: “La classe operaia va in paradiso” e “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”. A prescindere dal fatto che sono due film bellissimi e girati molto bene, è sconvolgente vedere come Gian Maria Volonté, più o meno nello stesso anno (siamo nel 1970) interpreta due personaggi così lontani fra loro, regalando a ciascuno di essi un’anima indiscutibile, credibile, perfetta! L’attore è. L’attore si fonde, si trasforma, si dà!
E non mi si venga a dire che non tutti possono essere dei geni. Certo, l’eccellenza è per pochi (fortunatamente) ma l’onestà con cui svolgere il proprio lavoro dovrebbe essere obbligatoria  per tutti. È questo che manca, l’onestà! Se per anni sei costretto a mangiare merda, appena ti offrono un cracker sei convinto che quello sia il pasto più buono del mondo… ma è evidente che non è così!
Buona visione!

Postato da: zot a 10:17 | link | commenti (3)
cinema, arte e cultura, attori, recitazione

lunedì, gennaio 14, 2008
IDDU

Robert De NiroL’ultimo padrino.
Forse è vero, Provenzano può essere definito l’ultimo padrino, nel senso di ultimo rappresentante di una mafia antica, silenziosa e terribilmente efficace…
L’ultimo padrino, la fiction su Provenzano in onda su Canale 5, è invece l’ultima delle schifezze, della quale avremmo fatto volentieri a meno.
Non è di Michele Placido che sto parlando. Lui è bravo, ma da solo non basta. Un film è il risultato di un insieme di maestranze… Maestranze, appunto… E se un attore bravo è circondato da merda il risultato non lo fa l’attore!
Sopravvoliamo (come direbbe Guzzanti) su sceneggiatura, regia, fotografia. La solita pappetta riscaldata che cavalca la cronaca del momento a caccia di ascolti.
Ma perché Daniele Pecci? Perché?! A parte il fatto che più lo guardo e più mi sembra la brutta copia di Raoul Bova, voce compresa! Ma poi, come l’hanno conciato? Sembra un fumetto americano anni trenta! Capelli impomatati, gilet… Che c’azzecca?
Una macchietta!
Insuperabile quando ammicca in camera da presa, alla ricerca di espressioni plastiche.
Incredibile l’accento! Recita (per modo di dire) quasi sempre in romano, è evidente, basta ascoltarlo, poi improvvisamente, in una frase recitata senza alcuna inflessione o cadenza, ci butta dentro un “iddu” per rendere credibile il “suo” siciliano. Certo, basta un iddu ogni tanto, una vocale aperta qui, una lì… che ce vole a parlà siciliano?!
Insopportabile.
Io direi, invece, “L’urtimo dei padrini”, nell’accezione popolare del termine, quegli insulti di una volta che avevano un sapore genuino, schietto… “Anvedi questo! Ma chi é? L’urtimo dei padrini?!
Mantanavai!!?

Postato da: zot a 19:31 | link | commenti (4)
arte e cultura, attori, recitazione, tv