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Nando Gazzolo
Mi colpisce una cosa in tutto questo disgustoso papocchio delle intercettazioni tra Silvio Berlusconi e l'ex (ancora per poco) Dg Rai Agostino Saccà. Non è lo squallido rito delle raccomandazioni per questa, quella o quell’altra mignotta, né tantomeno il timore, anzi di più, la paura, che sembra avere il Presidente del Consiglio nei confronti di una in particolare, che potrebbe essere pericolosa (perché?) quindi meglio accontentarla, quanto mi stupisce, invece, leggere che Simona Izzo abbia telefonato a Gianni Letta per raccomandare suo figlio Francesco Venditti ad Agostino Saccà.
Nell'anno del signore 2008, devo dirvi la verità, l'ultima cosa che temo è il ritorno del fascismo, delle purghe, degli squadristi, anzi, ho paura che non aver mai deposto il cadavere del "Fascismo", sepolto dalla storia e dagli italiani ormai 60 anni fa, sia proprio il motivo principale della nostra conclamata stagnazione politica e, alla lunga, anche del tracollo della sinistra alle ultime elezioni.
Purtroppo quelli che non hanno saputo guardare avanti ma solo indietro, sono proprio coloro che continuano ad agitare questo spauracchio, forse perché paradossalmente è qualcosa che li ha tenuti a lungo in vita. Ho come l'impressione che mantenere in piedi l'imminente avvento del fascismo, sempre pronto e cazzuto, è servito spesso come collante, come appiglio per non scomparire.
Forse davvero ci meritiamo un altro dittatore, magari solo per "gestirlo" in maniera diversa da come è stato fatto con l'ultimo una volta tolto di mezzo.
Penso alla Spagna: quasi 40 anni di dittatura e poi il passaggio allo status attuale. E dove sono ora? Davanti a noi, in tutto, in grado di civilità, di pacificazione, di integrazione sociale, di sviluppo economico, tutto. Ormai ci parlano della Spagna ogni due giorni per dirci quanto sono bravi e belli!
Dopo la dittatura hanno saputo guardare avanti, e in soli 30 anni si sono democraticizzati, pacificati, facendo alternare vari governi con libere elezioni, e loro, proprio come noi, hanno una lunga storia di guerre, successioni, dominazioni, scontri fratricidi, divisioni, gestione complicata delle autonomie locali (più fanatiche e azioniste dei roboanti slogan legaioli).
In Spagna tutti riconoscono ad Aznar un buon governo, in primis l'attuale primo ministro Zapatero che ha conservato e ampliato alcuni suoi provvedimenti. Eppure, faccio solo un esempio, noi stiamo da mesi a sbatterci e a scendere in piazza per cosa? Qual è il "modello Spagna" da raggiungere? Importare da loro le unioni gay!
Be' - dai! - potevamo ambire ad altre cose prioritarie da risolvere, ai matrimoni omosessuali ci saremmo arrivati poi.
Niente, noi non ce la facciamo proprio, e allora avanti con lo sport nazionale: un po' chiagn' e fott', un po' qualunquista, un po' grillino, un po' fascista, un po' comunista, un po' lagnoso, un po' intellettuale, un po' cerchiobottista, un po' ponziopilatesco, un po' politically correct, un po' GF di Endemol, un po' Grande Fratello di Orwell, un po' complottisti, ma sempre un po'... di tutto un po'.
Se avessero quel pizzico di coraggio in più…! Eppure la faccia tosta di certo non gli manca. Cosa sarà a trattenerli dal mostrarsi fino in fondo? Il potere ce l’hanno, il consenso popolare è forte, il momento è quello giusto, eppure… Sarebbe più facile, sicuramente meno faticoso! Non capisco… Ogni giorno a dover spiegare di essere stati fraintesi, ogni giorno a fare i conti con la Costituzione, ogni giorno a difendersi da questo o quel giudice, da questo o quel giornalista… Quindi fare i salti mortali per imbavagliare la stampa e bloccare i processi, e far sembrare il tutto necessario non per sé ma per il paese… Non è facile, certo, merita il riconoscimento di un’arte a parte, ma è una faticaccia che si può e si deve risparmiare. Ma chi ve lo fa fare?! Silvio, Gianfranco, Ignazio!!! Gli italiani hanno bisogno di un uomo che li comandi a bacchetta, come tante pecore, un duce, un dittatore illuminato, qualcuno che prenda in mano la situazione e dica: Italiaani!!! Tanto a noi non ce ne frega niente se chi ci governa è un gran fijo de na mignotta, anzi, meglio! L’importante è essere chiari, però. Dovreste dire: “Signori, oggi l’Italia è più grande e più fascista di pria (Bravo!Grazie!) Questo paese ha bisogno di altri vent’anni…” E invece neanche il coraggio delle vostre idee…
Le donne in piazza contro la revisione della legge sull’aborto le abbiamo viste pochi mesi fa. Sento riaccendersi gli entusiasmi per il nucleare, come se fosse una novità, come se non se ne fosse mai parlato in passato. Adesso anche gli scontri violenti tra giovani comunisti e fascisti sono all’ordine del giorno. Aggressioni trasformate in rissa. Spedizioni punitive di stampo razzista, come al Pigneto a Roma. Non ha importanza se a guidare la spedizione in realtà è stato un misterioso individuo con tanto di Che Guevara tatuato sul braccio, l’importante è inserire qualche svastica qui e lì e la notizia c’è! A questo punto, prima che gli Stati Uniti dichiarino nuovamente guerra al Vietnam, decido di andare a comprarmi un bel paio di jeans a zampa di elefante e una coloratissima camicia con colletto a punte lunghe 30 cm. Mentre aspetto che le brigate rosse organizzino un nuovo eclatante rapimento mi rilasso sul divano leggendo le mitiche avventure dei Freak Brothers. Il vinile che mi fa compagnia è il mio preferito: The dark side of the moon. Non resta che accendersi un bel cannone di ganja…
Rifondazione ha avuto un’idea geniale: chiedere la grazia per Annamaria Franzoni.
Ho notato che alcune persone, molte a dire la verità, non riescono a guardare alle cose, ai fatti, senza una lente ideologica. Non si è più in grado di riconoscere un ladro come tale, semplicemente perché “sarebbe” una visione sinistroide della realtà. Come è altrettanto vero che se affermi che in questo paese c’è poca sicurezza, allora il tuo è sicuramente un pensiero di destra. Possibile che dobbiamo per forza vedere le cose da sinistra o da destra? L’ideologia, in questo caso, è un’arma di distruzione di massa! Quello che occorre è uno sguardo personale, consapevole e soprattutto onesto. Sogno una partecipazione priva di appigli ideologici, dove il confronto avvenga attraverso l’uso del proprio cervello e le armi da usare siano Arte, Letteratura e Storia. Sogno il confronto come un momento in cui non ci si affretti ad etichettare il pensiero altrui, senza comprenderlo. Sogno il rispetto della verità dei fatti. Sogno, appunto. E invece vedo persone alle quali non puoi neanche più dire: “Guarda che quello te lo sta mettendo ‘n der posto…” che ti rispondono “Si, ma la pensa come me!!!”. Ah, beh…
Semplificare. Questo è il verbo. Fino ad oggi le leggi sono state pensate e costruite in maniera troppo complessa, complicata. La burocrazia italiana è nota in tutto il mondo almeno quanto la mafia, il mandolino e la pizza. Il disegno di legge in Italia assomiglia sempre più ad uno scarabocchio incomprensibile e inapplicabile. È troppo difficile creare una legge che garantisca tutte le varianti possibili. In realtà è il “diritto” stesso ad ostacolare la nascita di una legge semplice ed efficace. Troppi commi, troppi articoli. Servono leggi più semplici. Chi meglio di Calderoli può svolgere questo compito? Immagino già i primi risultati. Il testo della legge sull’immigrazione, che comunque conta diverse distinzioni e definizioni, suonerebbe più o meno così: "Sei negro? Fuori dalle palle!"
Dove sta? Eppure ricordavo di averne una nera, da qualche parte... Ah, si eccola! Mi sa che è piccola... No, no, ti dirò... Va bene, va bene... anche di maniche. Direi perfetta! La camicia, c'è! Come pantaloni questi vanno benissimo. Tra le cose sopravvissute al servizio militare prendo qualche accessorio... Ah, il tricolore! Non può mancare. Che altro? Fammi guardare. Ammazza! Un figurino! Guarda qua! E chi so'? Certo, ci vuole un'espressione maschia, italica... Come sarà italica? Così...? Così? Alza di più il sopracciglio... Eh, così, forse... Ora proviamo la cosa più importante. A noi! ... A noi!! ... A noi!!! Niente. Sù! Coraggio. Non si alza! Non c'è verso. Il saluto romano non mi riesce!
Diciamo, che uno già c’ha tanti problemi…
Mentre a scuola si stupra e si registra l’evento col classico videofonino (se ce l’hai, si vede!), nelle piazze si sfidano per l’ultimo dei ballottaggi. Fini, versione reggi-ombrello, suggerisce agli elettori di telefonare agli amici, di non lasciare nulla di intentato! Che spessore nelle sue parole! L’animatore da crociera, purtroppo è stanco, si limita a dirigere un coro di scimmiette ammaestrate: i suoi elettori. Menomale che poi arriva la cultura, gente del calibro di Jerry Calà e Pino Insegno… Sull’altra sponda, Rutelli, per andare in tv, snobba una piazza già vuota per la pioggia. Ma la piazza stracolma è altrove, a San Giovanni Rotondo, dove si sta riversando un fiume di persone e di denaro. Il miracolo è avvenuto: l’astensione diventa ostensione! I riflettori della coscienza sono puntati su Padre Pio. Anche i videofonini! Inizia lo show! Dice che il fedele ha bisogno di toccare, di vedere. Il vescovo D’Ambrosio ci parla di spoglie mortali. In realtà il santo indossa una maschera di silicone. Meglio concentrare l’attenzione sulla barba. Perfetta!
Il fatto che possa salire Maroni al Viminale è il male minore, il fatto che Calderoli possa diventare Vice Presidente del Consiglio, mi fa invece cadere i maroni per terra. L'impressione, purtroppo, è sempre la stessa, si parla, si comizia, si propaganda, ma di affrontare il problema sicurezza in maniera seria e concreta... neanche l'ombra del governo ombra! Si strumentalizza soprattutto, come Lando Buzzanca sorridente alla fermata della metropolitana La Storta, dove è stata aggredita qulla povera ragazza, che con la sua inutile presenza esprime al meglio lo spirito italiano del pirla maschio, altro che merlo! Rutelli mi parla di braccialetti anti violenza che tutte le donne dovrebbero indossare, altri invocano le ronde; da una parte la tecnologia moderna usata in modo improprio, dall'altra un deciso ritorno al passato, le ronde! Non è la donna che deve munirsi di allarme integrato! Sfiori una signora e parte una micidiale sirena antipanico! Sai che casino?! Perchè, allora, non dotiamo il gentil sesso di biancheria intima d'acciaio? Meno tecnologico ma più efficace! La tecnologia non è il futuro se usata male. La ronda medioevale non è la soluzione. Non è andando in giro con forconi e bastoni tipo Frankenstein Junior che si sconfigge il mostro! E' la solita storia di chi anziché osservare la luna, si concentra sul dito che la indica.
Uno Stato che non garantisce sicurezza ai propri cittadini è ovviamente responsabile dei crimini che avvengono senza controllo sul proprio territorio. E' responsabile dell’incredibile impunità che riserva ai delinquenti italiani e dell'incapacità di buttare fuori da questo paese gli stranieri che compiono atti criminali (a chi delinque si consegna un foglio di via, con il quale il soggetto "spontaneamente" dovrebbe avviarsi alla frontiera). Lo Stato è quindi responsabile del conseguente clima di paura nella nostra società. Ritengo che sia responsabile di un aspetto, se volete, ancora più grave: il fatto che la paura stimoli e alimenti sentimenti razzisti e xenofobi. Voglio dire che se lo Stato lascia da solo il cittadino con il suo enorme senso di frustrazione è molto facile che quest’ultimo imbocchi una strada che conduce all’imbarbarimento! Quando tutti i giorni, per anni, senza che non cambi mai nulla, si è costretti ad ascoltare il racconto di violenze inaudite e soprattutto impunite, la voglia di farsi giustizia da soli cresce pericolosamente. Personalmente avverto questa paura. Mi preoccupa accorgermi di cominciare a pensare cose che prima non pensavo assolutamente. L’assenza è più dannosa di qualsiasi presenza ingombrante.
Troppo tardi per sostituire Veltroni a Prodi. Troppo tardi per fare scelte “coraggiose”. Troppo tardi per qualsiasi idea di cambiamento. Troppo tardi per rendersi conto che la falce e il martello è roba da museo. Troppo tardi per accorgersi che le fabbriche e gli operai sono i call center e i precari di quasi cinquant’anni! Troppo tardi per continuare a pronunciare parole come “compagni militanti”! Mi sembrava di vedere quel meraviglioso personaggio creato da Antonello Fassari, il comunista risvegliatosi dopo anni di coma profondo, alla ricerca di valori, concetti e idee obsolete. Troppo tardi, insomma. E quando si arriva troppo tardi, di solito c’è qualcuno che è arrivato prima. C’è poco da fare e molto da preoccuparsi. Vince l’illegalità, la furbizia, la sopraffazione del più debole. Vince l’idea che le regole non servono a niente e chi le rispetta è un fesso. Vince la mafia, potente e radicata come non mai. Vince l’idea che Falcone e Borsellino erano due rompicoglioni. Troppo tardi per evitare di consegnare il paese a un uomo come Silvio Berlusconi. Troppo tardi per andare avanti e non tornare indietro, per salvare il salvabile. Troppo tardi anche per il servo Fini, ex fascista, ma soprattutto ex politico.
Ecco fatto, ci siamo. Una vecchia canzone diceva "era già tutto previsto..." Prima la crisi del Mortadella, poi, più grave, la disfatta della Mozzarella, pilastro dell'economia campana, poi il ritorno della Monnezza e oggi finalmente si ribella anche Pizza. La frittata è fatta.. E' vero che tutto è rincarato ma quanto ci verrà a costare questo tipico piatto napoletanromano? Se, come prospetta il Miky Mouse Amato, si dovessero rimandare le elezioni quanti euro ci verrebbe a costare questa operazione? Non voglio pensarci. E se non saranno rimandate non potrebbe essere un prepararsi a chiedere di invalidare i risultati, visto che la D.C. (mi fa orrore il ritorno al passato) fa parte dei partiti satellite del P.d.L.? Come dire "mettere le mani avanti". Certo tutto questo qualora il Cavaliere non ottenga i risultati sperati, altrimenti finirebbe tutto a Pizza e fichi. Il sospetto viene sentendo il Berlusca che dice "No le elezioni non vanno rimandate" Io posso capire che lo dica Veltroni, ma Berlusconi no, perchè si tratta di un suo alleato. Forse dai "suoi" sondaggi personali arriva qualche numero in meno di quelli preventivati? Non sono un politico e non sono iscritto a nessun partito, ma questa Pizza stavolta puzza e non riesco a mandarla giù!
Con la scusa della par condicio, che dovrebbe significare uguale condizione (per tutti), si monta la solita sceneggiata per evitare un confronto diretto tra gli aspiranti tiranni di questo paese. Niente incontro. Ognuno parlerà per conto proprio, senza contraddittorio. Come al bar. Si beve, soli o in compagnia, si sparano cazzate, si parla malissimo di quello, di quell’altro, si minaccia, si millanta, tanto nessuno dice niente, o per compassione verso il solito ubriacone, o perché le cazzate oggi come oggi, hanno un pubblico vastissimo e quindi c’è sempre chi è disposto ad ascoltarle. In questo paese ci si può arricchire a forza di dire cazzate, devi essere bravo, ma si può fare! Si può dire di tutto, tanto c’è la bar condicio, in molti sensi…