IL BLOG DELLO SFOGO IRONICO ONIRICO CUTANEO VISCERALE SILENZIOSO URLATO BISBIGLIATO IN PUNTA DI PIEDI PLATEALE SOLITARIO CONDIVISO INTELLETTUALE POPOLARE COMMENTATO DIMENTICATO MA SEMPRE LIBERATORIO!
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Nando Gazzolo
Non mi entusiasma l’idea di poter ascoltare un libro. Voglio leggerlo io con i miei occhi e voglio sfogliare le pagine con le mie mani. Il libro è un (s)oggetto col quale si instaura una relazione, ogni volta diversa, originale, curiosa. L’audiolibro può essere una pregevole iniziativa per chi non può leggere, ma per chi ha occhi buoni non ha senso. Quando leggi, gli occhi sono puntati sul nero dell’inchiostro e le parole giungono al cervello stimolando un impulso, una visione. L’attenzione è concentrata sulla lettura. Ascoltare un libro mentre si guida la macchina, si fa altro, o non si fa niente, non credo possa regalare le stesse fervide emozioni. È un surrogato. Abbiamo già perso l’abitudine di scrivere, non perdiamo anche quella di leggere. Sono convinto che si tratti di un pessimo esercizio. Avrei la sensazione di usare una sedia a rotelle pur essendo in grado di camminare con le mie gambe!
Lo so... nun me faccio senti' da 'n po' ma me faccio perdona' co' sta riflessione, va bene? Federico Moccia: allora, uno che infila, in questo ordine, "3 Metri Sopra il Cielo", "Ho Voglia di Te" e "Scusa se ti chiamo Amore"... va internato. Cioè: ne pò passà uno, ma tre è troppo! E magari ci diranno pure che dovemo esse' contenti che ci so' autori come lui, così i ragazzi leggono! I ragazzi leggono?! Li mortacci vostra se questa è lettura! E ce fanno pure i film co' 'ste stronzate? E la gente li va a vede'? Ce stanno a rovina' i muri delle città co' quei titoli, ecco che fanno i mocciosi... inzozzano! e dove li mettiamo i tanti lucchetti di Scamarcio che stanno comparendo ovunque? E basta! 'A Moccia?! Te lo posso da' un titolo pe' 'l prossimo libro tuo? Giuro che me lo compro! L'ho pensato pe' l'autobiografia: "4 Metri Sotto Terra", come lo vedi? >:-P
Quando capito in una libreria difficilmente ne esco a mani vuote. Attratta da titoli, copertine, succinti ma intriganti riassunti, finisco sempre per comperare qualcosa. Adoro leggere, è come una droga! Qualche giorno fa ho preso "Le benevole", storia del Reich e dell'olocausto vista dalla parte degli aguzzini. Mi ha incuriosito, originale, un punto di vista magari discutibile ma di sicuro una storia diversa. L'ho carpito dallo scaffale, di corsa alla cassa ed era mio per 24 euro. L'ho detto, quando sono tra i libri sembro drogata, non mi rendo conto, ma poi, uscita fuori... VENTIQUATTRO EURO! Sono l'equivalente di quarantottomila lire. CINQUANTA SACCHI PER UN LIBRO! In un paese come il nostro, in cui la maggior parte della popolazione legge sì e no un libro l'anno, io che viaggio al ritmo di una sessantina circa, cosa devo fare, saltare i pasti per coltivare la mia passione? Beh, sì. Stavolta, come tante altre, ho saltato i pasti. Ma non è possibile. Una mia amica sostiene che i libri dovrebbero essere distribuiti gratis. Non è un'idea del tutto bislacca. Non so, tipo "Il barone rampante" (tanto per citarne uno) dovrebbe essere consegnato a tutti, come la tessera sanitaria. Però mi rendo conto che sarebbe inutile obbligare la gente a leggerlo. Si può apprezzare un capolavoro se lo si affronta per amore, per passione, non perchè costretti. E mi rendo anche conto che in un'economia di mercato l'editoria ha bisogno di entrate, perciò i libri si pagano, ma..... Insomma, anche a voler ripiegare sui tascabili (e quindi leggere una storia dopo mesi che è uscita), quelle che vengono definite "edizioni economiche" non scendono al disotto degli 8 euro (che sono sempre sedicimilalire, quanto costava un libro a prezzo intero fino a due-tre anni fa). E allora mi domando: cari Mondadori, Feltrinelli, Sellerio, Einaudi ecc. ecc., non vi sembra che forse la gente che rinuncia a comperarsi un vestito per investire in cultura meriterebbe maggior rispetto? Vogliamo rendere i prezzi un po' più accessibili (anche perchè credo che all'autore non vada che una piccola parte dei ricavi, quindi tutto il resto ve lo intascate voi)? O finirà che persino leggere diventerà un passatempo per soli ricchi, il libro un bene di lusso. Dio ce ne scampi! Protestare? Smettere di leggere? Giammai. Per me è una dipendenza, e come per tutte le dipendenze, gli spacciatori... oops, gli editori, sanno bene che non perderanno mai la clientela, disposta perfino a digiunare pur di divorare storie, perciò se ne approfittano! Però, che diamine, finirò per rovinarmi.