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giovedì, dicembre 27, 2007
AUGURI DI FINE ANNO

Buon 2008!Cara S.,
         era Aprile, sapevo che sarebbe stato molto difficile venire a Roma per te, lo immaginavo, eri alle prese con un tuo progetto nuovo, che giustamente, per Te, era ed è, molto importante. Era Aprile, e mi hai detto che avresti fatto il possibile per venire, in ogni caso mi avresti fatto sapere qualcosa. Nel frattempo arriva il mio compleanno, ricevo un tuo sms di auguri… formale, banale… Evidentemente neanche il compleanno resiste come occasione per sentirsi tra due persone che sono in buoni rapporti… mah! Si vede che lo stronzo sono io che ancora chiamo per fare gli auguri a voce! Vabbè! Fiducioso, attendo tue nuove per sapere se vieni a Roma o no.
Attendo invano, ovviamente. Non mi hai fatto sapere più niente.
Mi dici che sei offesa con me, perché non sono venuto all’inaugurazione della tua scuola…
Scusa, hai ragione, sono un giocherellone, mi sono perso dietro alle esigenze di Mr.Parkinson!
Scusami, se non mi sono concesso questo viaggetto a Firenze… sai, sono affezionato alle situazioni tristi! Magari venivo lì, mi divertivo pure… un po’ di svago mi avrebbe fatto sicuramente male!
A ferragosto ti fai viva con un altro sms del cazzo: “di che parte di mondo sei?”. Ma che vuol dire? Tu, di che parte di mondo sei? Su quale pianeta sei finita?
Cosa devo pensare, che non sei in grado di distinguere una festa da una tragedia familiare in corso? Francamente mi riesce difficile.
Se tu ci tenevi così tanto alla mia presenza, come mai non mi hai telefonato? Tanto più che mi dovevi far sapere se venivi o no a Roma, tanto più che c’era pure il mio compleanno di mezzo, tanto più che tutte queste cose, cronologicamente vengono prima della tua inaugurazione!
E tu ti offendi?!
Se ti sei sentita trascurata in questi mesi, perché non hai cercato di capire il motivo per cui ti avevo trascurata? Perché non mi hai chiamato per dirmi: “Brutto stronzo perché non sei venuto?!” Io, ti avrei raccontato le cose che accadevano e che in qualche modo mi travolgevano… Anche se potevi immaginarle benissimo! Ma perché non dire niente? Perché chiudersi? Che senso ha offendersi in una situazione come questa? Io in questi mesi ti ho pensato, molto, e infatti alla fine ti ho chiamato, proprio per capire! Che poi abbia attaccato il telefono è dovuto al fatto che mi sembrava una conversazione surreale, incredibile. Il tuo distacco, il tuo tono. E poi sentivo salire la rabbia. Per evitare di dire cose di cui mi sarei pentito… ho preferito tacere forzatamente.
Ma ti ho cercato.
E tu?
Puoi dire altrettanto?
 
Vaffanculo e Buon 2008!

Postato da: zot a 18:55 | link | commenti (5)
vita, amici, parenti, invalidità

mercoledì, dicembre 19, 2007
FRIZZI E LAZZI, LA TV DI ESTIQUAATSI

EstiquaatsiSiamo vicini alle feste ( !? ) di Natale e generalmente in questo periodo mi chiudo in casa perchè odio questa corsa al regalo, alle spese folli e ancor di più odio le dichiarazioni di chi compra e si lamenta che quest'anno i soldi non ci sono. Ma allora dico io " Che te compri ... Stattene a casa  che è mejo ..." Non sapendo cosa fare mi seggo in poltrona e non riuscendo a concentrarmi sulla lettura di un buon libro a causa della mia latente depressione, mi metto a leggere un settimanale specializzato in gossip. Giornale fornitomi, con una settimana di ritardo, da mia sorella grande fruitrice del genere, che me li passa dopo averli letti.  " Ma che stò a legge ? " In un primo momento credo di avere gli occhiali sporchi e non distinguo bene quello che c'è scritto in copertina. Pulisco le lenti e "  FRIZZI : Ho sofferto per le ragadi " La notizia è così allettante che vado subito a leggere l'articolo su sei colonne con  grande faccione di Frizzi al centro, a pagina 16. " Ho sofferto per  6 anni di ragadi anali  "  dichiara il noto presentatore.  Mi viene subito in mente il grande capo indiano della trasmissione radiofonica 610 e come lui esclamo " e sti cazzi ? " Più avanti leggo che era talmente forte il bruciore che queste ragadi gli procuravano in quella parte nascosta del corpo,che una volta trattò  male anche un giovanissimo  concorrente di un gioco che lui presentava, ma il ragazzino non aveva nessuna colpa. Erano le ragadi a renderlo nervoso. In parole povere Jè rodeva er culo. Poi sobbalzo sulla poltrona quando scopro che il fatto risale a quindici anni addietro. " Porca pupazza, pure io ho sofferto d'emorroidi venti anni fà. Ma che o devo dì a quarcuno ? " Per fortuna il giornale ci risparmia la foto del culo di Frizzi, ma non la faccia...!  Mi chiedo perchè, dopo tanti anni dare in pasto alla gente dei fatti così  intimi e personali. Forse perchè il giornale paga bene queste notizie? O  forse perchè si ha bisogno di apparire sulla carta stampata oltre che sul piccolo schermo?  Butto il giornale da una parte e accendo la televisione. Nun c'è scampo manco quì! Cucuzza!! Dopo una sfilata di illustri sconosciute intervistate come fossero grandi dive, la maggior parte incinte, eccola la più presenzialista della televisione Carmen Di Pietro! Vorrei sapere che ha fatto e soprattutto che fa? E non siate maliziosi... Intendo dire che fa per vivere... E daje. Nun sapete pensà altro! Voglio dì " Che fa in televisione... oltre che l'ospite? S' è mai vista al cinema, oltre che come spettatrice? " Mistero. E Cucuzza che continua a dire: " Che carina..." Poi passiamo ad un altro collegamento in diretta dalla provincia di Avellino. Tra una folla plaudente di dodici persone su un palchetto allestito con due sedie ricoperte da un lenzuolo, in tutta la sua magnificenza, appare lui, il trionfatore dell'Isola dei famosi, colui che tutti si sono chiesti " Ma chi è? " Nicola Canonico! E' al centro della piazza del suo paese e quando inizia la diretta, a un cenno dell'assistente di studio, quei pochi compaesani cominciano a scandire  NI CO LA   NI CO LA ... E lui, come fosse un capo di stato in visita ufficiale con le mani li zittisce e urla " Non dovete fare così, io vi ringrazio, ma sono uno semplice, sono uno come voi... sono uno qualsiasi..."  Che delusione. E io che pensavo che fosse Dio! Spengo anche la televisione. Forse è arrivato il momento di andare a dormire.

Postato da: tipota a 20:03 | link | commenti (6)
invalidità

sabato, dicembre 01, 2007
ONDA SU ONDA

Foto di brenno64 - http://www.flickr.comCome si chiamano quei momenti in cui contemporaneamente accade la cosa più bella e quella più brutta? Come uno che si accorge di aver vinto il primo premio della lotteria un attimo prima di essere travolto da uno tsunami!
Un onda che ti porta molto in alto, giusto il tempo di godere il panorama e poi giù, verso il baratro… che forti emozioni!
Certo è brutto gioire in silenzio. Rattrappire gli entusiasmi personali perché sovrastati da sentimenti di tristezza, impotenza, inevitabile amarezza, rimpianti forse. La vita riserva delle lezioni pesanti, ma pesanti davvero! E non ci si può tirare indietro. Non è come a scuola. È diverso. E questo genere di lezione vale molto più di un qualsiasi corso di laurea. Peccato accorgersene tardi. Ci sono scelte da fare e responsabilità da prendersi. Tu che vuoi fare?
Diceva Eduardo “Gli esami non finiscono mai” e aveva ragione.
Diceva Eduardo “ …Adda passà a nuttata!” e io aggiungo “Si, ma fatemi almeno dormire! Perché sono stanco… molto stanco.

Postato da: zot a 12:24 | link | commenti (1)
vita, invalidità

sabato, ottobre 13, 2007
RAGAZZI RICCHI

CromosomaQualche tempo fa sono andata a visitare un istituto di ragazzi. Credevo di portare il mio aiuto,  magnanima pazienza, generosa partecipazione, l'elemosina del mio prezioso tempo libero, in una sola parola, carità. Col tempo mi sono resa conto che non era così. Questi ragazzi sono ricchi. Non possiedono milioni, no, non hanno letto quantità di libri, non hanno un copioso bagaglio culturale, non hanno quegli interessi o hobby che ritengo irrinunciabili. Probabilmente non diventeranno mai vecchi. Ma frequentandoli, parlando con loro, ho scoperto che si può essere fantastici anche senza saper usare il computer, andare in vacanza, studiare, vestirsi all'ultima moda.  Sono capaci con osservazioni  semplici di far notare l'ovvietà di situazioni che magari per me rappresentano dei rompicapi. Hanno un'ironia che non ho riscontrato  in tante altre persone conosciute in altri ambienti che dovrebbero essere ben più stimolanti di quello in cui vivono loro. Hanno la saggezza dei puri di spirito, piccole meschinità che però fanno tenerezza per la loro innocenza. Non so da dove prendono tutta questa ricchezza, forse da quel cromosoma in più che è un handicap dal punto di vista fisico, ma un dono per la loro umanità, fatto sta che hanno demolito la mia convinzione di essere superiore e fortunata, la mia carità pelosa, e sono stati loro a fare volontariato nei miei confronti, loro hanno aiutato me, e molto, donandomi parte del loro smisurato tesoro interiore. Lo fanno ogni volta che vado a trovarli, più spesso che posso, perchè la gioia e i sorrisi con cui mi accolgono sono diventati una necessità per me. E quando dico donato lo dico sul serio, perchè non hanno la malizia di chiedere qualcosa in cambio. 
So che questo tecnicamente non è uno sfogo, in questo spazio ci si dovrebbe lamentare di ciò che non ci va a genio, ma qualche volta si può fare un'eccezione e liberarsi facendo partecipi altri di esperienze meravigliose che fanno bene all'anima, e che, se volete diventare veramente e immensamente ricchi,  consiglierei a tutti.

Postato da: orcagna a 11:45 | link | commenti (5)
vita, amici, amicizia, società, disabile, invalidità

martedì, giugno 19, 2007
E LI CHIAMIAMO DIVERSAMENTE ABILI...

DisabiliHLa settimana scorsa, vittima di una interminabile fila alle poste, pregustavo già un post di sfogo sull'incapacità di gestire in maniera indolore i cambi di turno agli sportelli, quando la mia attenzione è stata catalizzata da un evento che mi ha provocato una rabbia silenziosa e sconcertante.
Un uomo, accompagnato da suo figlio, chiedeva  ad uno sportello in chiusura se, in quanto in possesso di un tesserino per disabili, aveva diritto a non fare la fila. L'impiegato è stato particolarmente gentile e immediatamente li ha messi in condizione di ritirare una pensione di invalidità. Solo quando si sono allontanati dallo sportello mi sono reso conto che il "pensionato" era il ragazzo. Più o meno della mia età aveva sicuramente un ritardo mentale visibile ma non fortemente invalidante. Il padre aveva ancora in mano il parco bottino costituito da non più di 4 banconote da 50€, qualcuna da 20€ e un piccolo gruzzoletto di spicci: non più di 250€. Il ragazzo, subito dietro, lo seguiva con un sorriso tenerissimo, già pregustanto la mancetta che stava per arrivare: come prima cosa, infatti, l'uomo separò gli spicci dalle banconote e porgendole al figlio gli disse: "Tieni, le vuoi le monetine?". Alla felicità si aggiunse la soddisfazione e il sorriso del ragazzo era garanzia della sua ingenua semplicità!

Adesso io mi dico: ma che cazzo!!! Fanno le maratone in tv, gli cambiano nome ogni 2 anni (handicappati, disabili, diversamente abili, ecc.), gli riservano il posto macchina e li impugnano ogni qual volta possano creare consenso elettorale in questo paese  di cattolici falliti e bigotti (sono cristiano anch'io ma la pietà è diventata pietismo, cazzosanto) e poi ci laviamo la coscienza con poco più di 200€ al mese. Ma perché non cerchiamo, invece, di dargli la possibilità di avere un obiettivo nella vita, di svegliarsi al mattino felici e di sentirsi utili, di avere la vita che meritano, che possono, di stabilire dei rapporti umani sinceri con amici, colleghi, di andare al cinema, in vacanza o in un pub con qualcuno che non sia un genitore ormai stanco e segnato dall'esperienza estenuante di essere uno dei pochi a cui interessa davvero il destino e la felicità del proprio figlio. La vita contemporanea macina tutto, divora il tempo, le azioni, le reazioni, i rapporti: già noi facciamo fatica, figuriamoci chi non ha il mondo fatto su misura, a sua immagine; chi ha bisogno di un attimo in più, di una spiegazione in più, di un gesto che gli vada incontro. Quante volte, sul lavoro, ci troviamo ad aiutare un collega in difficoltà, a spiegargli le cose, a fare addirittura del lavoro per lui o a coprirlo su un errore. Ma un ragazzo di trent'anni, leggermente ritardato ma sano, forse nemmeno ritardato dalla nascita ma semplicemente esaurito (e vi assicuro che ci vuole un attimo a chiudersi in se stessi e diventare simile a lui), a cui per vivere una vita, non aggiungo neanche normale ma solo una vita (perché non è vita dover sorridere agli spiccioli che lo stato ti da come elemosina!), basterebbe un gesto, un'occupazione adeguata alle sue capacità (e sono certo che ne ha), un pensiero, un attimo in più: lui viene solamente ignorato! Tra i grattacieli, i mercati finanziari, il web, le guerre e le manifestazioni contro Bush lui ha diritto alle maratone in tv, al posto macchina e alla pensione di invalidità: liquidiamolo così, il mondo è crudele, la vita ancora di più, è la selezione naturale, la conservazione della specie: viviamoci così, con incoscienza, il nostro tacito nazismo, che non è xenofobo ma semplicemente ignorante (nel senso che "ignora", ma a volte anche che "è da ignoranti"). Continuiamo pure il nostro tragitto verso la crudeltà, ma non andremo lontano.
Buona giornata a tutti
Tommaso

Postato da: sgurz a 13:41 | link | commenti (2)
pensione, elemosina, disabile, invaliditÃ