IL BLOG DELLO SFOGO IRONICO ONIRICO CUTANEO VISCERALE SILENZIOSO URLATO BISBIGLIATO IN PUNTA DI PIEDI PLATEALE SOLITARIO CONDIVISO INTELLETTUALE POPOLARE COMMENTATO DIMENTICATO MA SEMPRE LIBERATORIO!
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Nando Gazzolo
Mi colpisce una cosa in tutto questo disgustoso papocchio delle intercettazioni tra Silvio Berlusconi e l'ex (ancora per poco) Dg Rai Agostino Saccà. Non è lo squallido rito delle raccomandazioni per questa, quella o quell’altra mignotta, né tantomeno il timore, anzi di più, la paura, che sembra avere il Presidente del Consiglio nei confronti di una in particolare, che potrebbe essere pericolosa (perché?) quindi meglio accontentarla, quanto mi stupisce, invece, leggere che Simona Izzo abbia telefonato a Gianni Letta per raccomandare suo figlio Francesco Venditti ad Agostino Saccà.
Se avessero quel pizzico di coraggio in più…! Eppure la faccia tosta di certo non gli manca. Cosa sarà a trattenerli dal mostrarsi fino in fondo? Il potere ce l’hanno, il consenso popolare è forte, il momento è quello giusto, eppure… Sarebbe più facile, sicuramente meno faticoso! Non capisco… Ogni giorno a dover spiegare di essere stati fraintesi, ogni giorno a fare i conti con la Costituzione, ogni giorno a difendersi da questo o quel giudice, da questo o quel giornalista… Quindi fare i salti mortali per imbavagliare la stampa e bloccare i processi, e far sembrare il tutto necessario non per sé ma per il paese… Non è facile, certo, merita il riconoscimento di un’arte a parte, ma è una faticaccia che si può e si deve risparmiare. Ma chi ve lo fa fare?! Silvio, Gianfranco, Ignazio!!! Gli italiani hanno bisogno di un uomo che li comandi a bacchetta, come tante pecore, un duce, un dittatore illuminato, qualcuno che prenda in mano la situazione e dica: Italiaani!!! Tanto a noi non ce ne frega niente se chi ci governa è un gran fijo de na mignotta, anzi, meglio! L’importante è essere chiari, però. Dovreste dire: “Signori, oggi l’Italia è più grande e più fascista di pria (Bravo!Grazie!) Questo paese ha bisogno di altri vent’anni…” E invece neanche il coraggio delle vostre idee…
"L'attività del governo non può che compiacere il Papa e la sua Chiesa". Parole pronunciate ieri da Berlusconi in occasione della sua visita in Vaticano.. Non aggiungo altro, se non che sono rabbrividita. Quel "compiacere" ha qualcosa di sinistro. Mi sembra presago di un futuro che temo. E lo temo proprio perché vivo in questo paese, che amo molto ma mi riesce sempre più difficile tollerare. Anzi... proprio quando vivevo in Olanda, dopo un po' il silenzio, il verde, le biciclette, la troppa civiltà e il cielo coperto mi avevano stancata.. Mi mancava quell'aria greve di passato e di storia che si sente (nel vero senso della parola) quando sei qui, in Italia.. e così non vedevo l'ora di tornare, tornare e restarci a lungo prima di un'altra partenza e lunga permanenza.. Era dicembre quando sono tornata... Ma già dopo due mesi volevo scappare, di nuovo, inesorabilmente. E ho capito perché: io amo il mio paese quando sono lontana e ne sento una mancanza che mi strugge e mi dilania nel profondo, davvero. Ma non lo tollero più.. Mi esàsperano le contraddizioni quotidiane, l'inciviltà che regna sovrana nella patria della cultura (che credo sia ormai diventato un luogo comune, perché di cultura ne vedo pochissima in giro), e l'ignoranza foriera di meschinità e quant'altro. Il governo vara leggi che solo noi cittadini dobbiamo rispettare, perché "loro" ne sono esenti.. Allora, proprio per la coesistenza di messaggi che non coincidono con i metamessaggi (scusate, ma sono "rimasugli" dell'esame di sociologia), per evitare di diventare schizofrenica (proprio perché la schizofrenia è un modo del nostro cervello per metabolizzare il doppio messaggio), vado. Ma torno. Sto bene per un po', ma poi ho necessità di ripartire perché non ce la faccio. E' un rapporto strano, lo so. Ma è così per me. Forse anche per questo andrò via, a fine estate, ancora una volta.
Mentre a scuola si stupra e si registra l’evento col classico videofonino (se ce l’hai, si vede!), nelle piazze si sfidano per l’ultimo dei ballottaggi. Fini, versione reggi-ombrello, suggerisce agli elettori di telefonare agli amici, di non lasciare nulla di intentato! Che spessore nelle sue parole! L’animatore da crociera, purtroppo è stanco, si limita a dirigere un coro di scimmiette ammaestrate: i suoi elettori. Menomale che poi arriva la cultura, gente del calibro di Jerry Calà e Pino Insegno… Sull’altra sponda, Rutelli, per andare in tv, snobba una piazza già vuota per la pioggia. Ma la piazza stracolma è altrove, a San Giovanni Rotondo, dove si sta riversando un fiume di persone e di denaro. Il miracolo è avvenuto: l’astensione diventa ostensione! I riflettori della coscienza sono puntati su Padre Pio. Anche i videofonini! Inizia lo show! Dice che il fedele ha bisogno di toccare, di vedere. Il vescovo D’Ambrosio ci parla di spoglie mortali. In realtà il santo indossa una maschera di silicone. Meglio concentrare l’attenzione sulla barba. Perfetta!