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venerdì, aprile 11, 2008
UNA TELEFONATA ALLUNGA...

phone call…la vita! Rafforza un’amicizia. Prolunga un rapporto, o ne determina la fine.
Una semplice chiacchierata può far bene. Due parole di compagnia, di solidarietà, di curiosità. Sentirsi, non è la stessa cosa che leggersi. La voce vibra, emoziona, svuota i silenzi, regala pensieri. La voce non è equivoca, elimina i dubbi, le incertezze, le debolezze. L’importanza del tono, della nota musicale. Come se uno torna a casa e anziché ascoltare un disco, legge lo spartito! Non è la stessa cosa. Si dice che le persone si fanno vive, non è solo un modo di dire, ma di essere, di partecipare. Farsi vivo, ovvero ascoltarsi, respirare insieme. Un respiro stanco e affannato può trovare conforto in uno sano, pieno, profondo. Una telefonata (fatta) allunga. Una telefonata (mancata) accorcia.
Poi ci sono pure le telefonate che allungano qualcos’altro. Costano un po’di più, ma ognuno spende i propri soldi come meglio crede. Conosco gente che con i soldi risparmiati dalle telefonate mancate riesce a pagarsi addirittura dei viaggi. Per queste persone, partire è un po’ morire.

Postato da: zot a 13:01 | link | commenti (12)
vita, amici, amicizia, usi e costumi, società

sabato, gennaio 05, 2008
HOME IS WHERE THE HEART IS

Rokin, amsterdam 04/01/2008 - Foto di Sonia MaccariE poi un bel giorno, una mattina prendo un aereo. Dopo circa tre ore sto già camminando per Amsterdam. Prima tappa obbligata, Homegrown… ma Abdallah non c’è. Mi siedo al mio tavolino. Quante mattine qui dentro. Quanti incontri. Proseguiamo, ci aspettano a casa. Ma io già mi sento a casa. In questa città ho sofferto, mi sono emozionato, ho incontrato persone come Wil e Abdallah, ho lavorato e soprattutto mi sono divertito…
Cena da Fred al Panini. Dopo, stesso marciapiede pochi metri più avanti, il Mellow Yellow, il vero primo coffeshop in città. Dentro c’è Abdallah. Fantastico.
Stamattina mi sveglio. Ho sognato?
No. Tutto vero.
Sono qui.
Ogni tanto ci vuole un respiro.

Postato da: zot a 01:12 | link | commenti (7)
vita, amicizia, amsterdam

sabato, ottobre 13, 2007
RAGAZZI RICCHI

CromosomaQualche tempo fa sono andata a visitare un istituto di ragazzi. Credevo di portare il mio aiuto,  magnanima pazienza, generosa partecipazione, l'elemosina del mio prezioso tempo libero, in una sola parola, carità. Col tempo mi sono resa conto che non era così. Questi ragazzi sono ricchi. Non possiedono milioni, no, non hanno letto quantità di libri, non hanno un copioso bagaglio culturale, non hanno quegli interessi o hobby che ritengo irrinunciabili. Probabilmente non diventeranno mai vecchi. Ma frequentandoli, parlando con loro, ho scoperto che si può essere fantastici anche senza saper usare il computer, andare in vacanza, studiare, vestirsi all'ultima moda.  Sono capaci con osservazioni  semplici di far notare l'ovvietà di situazioni che magari per me rappresentano dei rompicapi. Hanno un'ironia che non ho riscontrato  in tante altre persone conosciute in altri ambienti che dovrebbero essere ben più stimolanti di quello in cui vivono loro. Hanno la saggezza dei puri di spirito, piccole meschinità che però fanno tenerezza per la loro innocenza. Non so da dove prendono tutta questa ricchezza, forse da quel cromosoma in più che è un handicap dal punto di vista fisico, ma un dono per la loro umanità, fatto sta che hanno demolito la mia convinzione di essere superiore e fortunata, la mia carità pelosa, e sono stati loro a fare volontariato nei miei confronti, loro hanno aiutato me, e molto, donandomi parte del loro smisurato tesoro interiore. Lo fanno ogni volta che vado a trovarli, più spesso che posso, perchè la gioia e i sorrisi con cui mi accolgono sono diventati una necessità per me. E quando dico donato lo dico sul serio, perchè non hanno la malizia di chiedere qualcosa in cambio. 
So che questo tecnicamente non è uno sfogo, in questo spazio ci si dovrebbe lamentare di ciò che non ci va a genio, ma qualche volta si può fare un'eccezione e liberarsi facendo partecipi altri di esperienze meravigliose che fanno bene all'anima, e che, se volete diventare veramente e immensamente ricchi,  consiglierei a tutti.

Postato da: orcagna a 11:45 | link | commenti (5)
vita, amici, amicizia, società, disabile, invalidità

mercoledì, ottobre 10, 2007
MEGLIO SOLI...

La sedia vuotaA proposito di amici da innaffiare, questo sfogo segue quello precedente, ma ne avrei fatto volentieri a meno! Ma è più forte di me! E siccome mi conosco, anziché prendere il telefono e mandare affanculo qualcuno, ho preferito sfogarmi qui! La gente decide di fare una cena per festeggiare tale cosa, ti chiama, te lo dice, se tu non puoi, ciccia! Ora io dico, ma se vuoi festeggiare qualcosa, ma non ti preme sapere se le persone che vorresti invitare possono? Cazzo, io se voglio festeggiare qualcosa e voglio condividere questa cosa con gli amici, prima sento se gli amici ci sono e poi organizzo! No che prima organizzo e poi vedo se le persone possono… Che faccio, prima apparecchio la tavola, poi comincio a fare le telefonate e piano piano sparecchio??! Inoltre ci si può rimanere anche male… Nel senso che chi si sente invitato all’ultimo momento è facile che non possa, ma sicuramente gli sarebbe piaciuto partecipare a tale festa, a tale cena… Ma evidentemente chi ti invita all’ultimo momento non si pone questo problema! Se ci sei bene, altrimenti… pazienza, faremo a meno di te! Ecco, in che senso ci rimango male! Quando ho la netta sensazione che a chi ti sta invitando non gliene può fregare di meno se tu ci sarai o no…
Altro giro, altra corsa. Sono settimane che sappiamo che uno di questi giorni bisogna organizzare una cena, attendo di sapere quando, visto che mi devo organizzare (come chiunque, credo!) oggi alle 15.00 mi telefonano e mi dicono: Allora per stasera tutto a posto!
TUTTO A POSTO COSA? MA QUANDO ME LO DITE??
E all’ennesima cena mancata, per me, perché gli altri ci vanno eccome, mi sono rotto i coglioni! Andate affanculo tutti! 
Avere problemi di comunicazione nell’epoca del telefono, di internet, delle email, degli sms, del voip… Ma che cazzo ce fate co tutte ste cose, se poi non le usate!!!
Fanculo tutti!

Postato da: zot a 17:38 | link | commenti (3)
vita, amici, amicizia, usi e costumi, maleducazione, società

lunedì, ottobre 08, 2007
UN AMICO DA INNAFFIARE

Ricordati di innaffiareC’è l’amico fraterno, quasi un fratello, quello con cui hai condiviso tutto. C’è l’amico d’infanzia, quello che ogni tanto rivedi. C’è l’amico che incontri occasionalmente e manifesta tutto il suo finto affetto, ma tu lo sai e va bene così. C’è quello con cui senti un feeling, un’intesa… L’amicizia ha mille forme e variabili incredibili ma credibili. Non conta se ci si vede poco, se ci sente più o meno spesso, l’importante è che il rapporto sia onesto, sincero. Sono pronto ad accettare amicizie mancate, occasioni perdute, incontri sbagliati. Accetto anche il fatto che un’amicizia finisca, improvvisamente, repentinamente, ma con delle ragioni, ovviamente! Con un incontro, magari uno scontro, ma con una vitale partecipazione verso la fine! Invece, se c’è una cosa (una?) che mi fa veramente incazzare è quando le persone si perdono in un bicchiere d’acqua. Quando le persone pensano che l’amicizia non debba essere coltivata. Esiste e basta! Invece i rapporti d’amicizia sono come le piante. Ne esistono di diversi tipi e con diverse esigenze. Ci sono quelle che vogliono tanta acqua, quelle che ne vogliono un po’ meno, quelle che raramente! Ma ognuna di loro, in maniera e modi diversi deve essere curata... altrimenti, un bel giorno, muore. E non è che uno, poi, dopo, davanti alla pianta morta può implorare affinché la pianta rinasca! Non l’hai innaffiata, la pianta è morta. Ma come? Ma io... No! Semplice. Tragicamente reale. Provo una grande delusione, un enorme fastidio, quando vedo che le persone… galleggiano immobili, inermi. Poi un bel giorno, magari dopo un paio d’anni, si svegliano dallo stato comatoso e ti cercano, ti ricercano…
C’è nessuno? … C’è nessuno??  Pronto??! … … …

Postato da: zot a 21:56 | link | commenti (4)
amici, amicizia