Mi sveglio presto la domenica mattina, non troppo ma abbastanza per distinguermi da quelli che il sabato sera hanno fatto le ore piccole e inevitabilmente si perdono mezza giornata di sole. Preparo un bel caffè doppio, riscaldo un cornetto, faccio fare colazione anche ai miei due gatti che appena sentono che scendo le scale mi vengono incontro circondandomi di miagolii. Apro la finestra. Il paese è già in movimento. Mentre mi godo la sfilata dei vari freaks paesani la caffeina mi apre gli occhi. Sfoglio il giornale di ieri e la mia attenzione cade su una notizia: Amazzonia, scoperti gli uomini rossi. La foto ritrae una primitiva tribù di uomini con tanto di archi e frecce. Non hanno mai avuto contatti con l’uomo bianco. Ho un sussulto. Guardo la lavatrice, il forno a microonde. Penso al caffè che sto bevendo e alla macchina supertecnologica che me lo ha preparato in pochi secondi e riguardo la foto degli uomini rossi. Quest’immagine, tradotta in pensiero, mi disorienta. Penso al tempo. Il nostro tempo. Ma nostro di chi? Un clacson sguaiato mi riporta alle mie coordinate spazio-temporali. Un vecchio furgone blocca la strada. Il fischietto del vigile diventa insopportabile. Riguardo la foto e ho come l’impressione di dovermi giustificare. Chi ha ragione? Io, o gli uomini rossi?
Si può? … È permesso? … Scusate ma, mi sento un po’ strano… una lieve nausea a livello sensoriale. Ho visto delle cose ultimamente… Ho visto Mike Bongiorno che presentava Miss Italia, convinto di essere nel millenovecentonovanta... e qualcosa! C’era anche Loretta Goggi… Pippo Baudo… A un certo punto è arrivato Gianni Morandi e ha cantato “Un mondo d’amore” quella del grande prato verde… Ma in che anno siamo? Che programma ho visto? Cosa, ho visto? Quanto è vecchio questo paese?
Ieri sera ho impiegato 2 ore per fare 18 km… Ancora vendono le macchine… e noi continuiamo a comprarle… sempre più grosse… sempre più veloci, per viaggiare ad una media di 9 km/h… Ma certo! Io… Perché sono un poveraccio… ho solo l’autoradio e quindi mi annoio… Ma un altro… mentre va a cena con il suo Suv superaccessoriato si può vedere un film! Era tutto bloccato, tutti fermi e la gente attaccata al clacson in preda a deliri isterici incontrollabili. Poi torno a casa, mentre mi giro una sigaretta metto Zelig su canale cinque… e vedo che molta gente si sbellica dalle risate guardando dei tipi, in mutande ghepardate, che si tamburellano il culo con un cappellino peruviano in testa… Spengo. C’è qualcosa che non va… Mi sento lontano anni luce… Ma sarò io… sarò io che ho qualcosa che non va…
…e vedo cose!
Siamo andati al lago, giornata infrasettimanale (che parola stupenda!), proprio per evitare anche quel minimo affollamento da fine settimana e godersi quella tranquillità lacustre immersi nel verde della natura. A parte i soliti insettacci che ronzano e il prato completamente ricoperto di grilli e cavallettine, si stava veramente bene. In tutto c’erano cinque o sei gruppetti di persone ben distribuiti nell’ampia radura a disposizione. Anche noi troviamo il nostro spazio.
Il tempo di posizionare gli asciugamani sul prato e cominciare a rilassarsi un po’… arrivano madre e figlia che, senza esitazione alcuna, si fermano a un metro da noi! Penso, ora si guarderà un po’ intorno e deciderà che direzione puntare. Invece no, stende un telo e si mettono praticamente appiccicati a noi. Ma possibile che con tutto lo spazio e l’ombra a disposizione, tu decidi di metterti seduto a un metro preciso (forse anche meno) da noi?!
Abbiamo preferito spostarci noi per evitare di rovinarci la giornata con una discussione che sarebbe stata veramente assurda… Avrei voluto prendere a calci madre e figlia… e invece mi sfogo qui! Ma proprio non riesco a capire cosa spinge queste persone ad appiccicarsi a degli estranei! Che fastidio! Aiutatemi a capire!
Vogliamo qualche dato???
Vogliamo parlare di quanti alberi (secolari) vengono buttati giù ogni giorno per i nostri sederi? Carta WC, pannolini (per
tutti i sessi e le età...)...
Per il nostro divertimento? Riviste, libri, volantini...
Per il lavoro? Fotocopie, stampe (anche più volte delle stesse stronzate che poi finiscono nel cestino dell'immondizia)...
No...
OK allora parliamo di come distruggiamo il mondo? Non vi va? é un argomento scomodo eh... lo so! A chi non gli piace
viaggiare in macchina per andare al lavoro? A chi non piace il fresco nell'ufficio in estate???
Però... CAZZEROLA! Mi rivolgo a tanti (alcuni che lavorano con me): che schifo mangi carne... io sono vegetariano. Lo sai che
venire in ufficio in macchina inquina? io vengo in bicicletta (per dirla tutta anche io vado ogni giorno in treno...)...
BENE a tutti questi che rinfacciano agli altri tutte ste cose, vorrei dire una sola piccolissima cosa:
CHE CAZ... VENITE A ROMPERE IN APRILE PER CHIEDERE QUANDO ACCENDIAMO FINALMENTE I CONDIZIONATORI PERCHE' VOI AVETE CALDO????
Ahhhh... ma i condizionatori non inquinano?
Ecco qualche dato:
Kyoto al palo, Italia più debole
L’intelligenza quotidiana
Le famiglie sono responsabili del 27% delle emissioni di gas serra. Possono ridurre questa quantità con le scelte quotidiane.
L’azione più efficace è la drastica riduzione dell’uso dell’auto privata, un mezzo altamente inefficiente: su 100 litri di
benzina, solo 5 servono a spostare i passeggeri, ad una velocità nelle città di 8/10 chilometri l’ora, poco più che un passo
veloce.
Efficace anche il risparmio energetico domestico: coibentazione dell’abitazione, elettrodomestici e lampadine ad alta
efficienza, eliminazione degli sprechi. Una buona edilizia evita l’uso dei condizionatori (il massimo consumo di energia
elettrica si ha in estate) e il ciclo vizioso caldo – condizionatore – effetto serra – ancor più caldo.
e ancora:
Risparmio energetico negli edifici ed abitazioni
Il 31% dell'energia elettrica e il 44% dell'energia termica (combustibili) vengono utilizzati in ambito residenziale, in
uffici e aree commerciali. Buona parte di queste fonti energetiche sono destinate alla climatizzazione dei locali
(riscaldamento invernale e raffrescamento estivo). Altra voce importante di spesa energetica è rappresentata dagli
elettrodomestici ed apparati elettrici ed elettronici come tv radio, computer ecc. Anche i frigoriferi hanno una
considerevole necessità di energia mentre l'illuminazione rappresenta una una piccola quota dei consumi totali (circa il 2%)
ma non irrilevante, in quanto rappresenta comunque il 15% dei costi dell'energia elettrica mediamente consumata in interni
civili (gp)
Quindi, sul 100% di energia finale consumato in casa, soltanto il 2% serve all'illuminazione, il 5% per cucinare e per gli
elettrodomestici, mentre il 15% per il rifornimento di acqua calda e il 78% per il riscaldamento, se poi si ha un impianto di
raffrescamento/condizionamento estivo si deve aggiungere un buon 25% in più di consumi energetici (gp)
Attualmente in Italia il fabbisogno energetico negli edifici complessivo è quantificabile mediamente in 300 kWh/m²/anno, come
già detto buona parte di questa energia è termica (riscaldamento locali e acqua calda) per cui buona parte è persa come
dispersioni termiche verso l'ambiente. (gp)
Per capire la situaizone italiana basta confrontare i consumi energetici degli edifici in Italia, Svezia e Germania. In
Svezia lo standard per l’isolamento termico degli edifici non autorizza perdite di calore superiori a 60 kWh al metro quadro
all’anno. In Germania le perdite sono mediamente di 200 kWh al metro quadro all’anno. In Italia si raggiungono punte di 500
kWh/m2/anno! Se l'Italia si allineasse agli standard svedesi il riscaldamento degli ambienti nel nostro paese scenderebbe dal
30 al 4% degli attuali consumi energetici. Se ci limitassimo agli standard tedeschi si ridurrebbe a circa il 12%. Da notare
che la Germania e ancor più la Svezia sono molto più a nord, con temperature invernali più basse e consumi più elevati e,
quindi, le stime del 4% e del 12 % sarebbero più basse. (gp)
e ancora:
nel gennaio 2001 i ricercatori dell’IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change, organismo scientifico dell’ONU) ha
presentato un suo lungo terzo rapporto sul tema. Impossibile riassumerlo, diamo solo qualche dato. Se non si provvede con la
massima tempestività:
- anche se prendessimo subito le misure più efficaci, per inerzia l’effetto serra aumenterà la temperatura per decenni;
- nel prossimi cento anni la temperatura aumenterà tra gli 1,8 e i 5,4 gradi centigradi. In entrambi i casi un cambiamento
molto più rapido di quello registrato nei secoli passati. Per avere un’idea: durante l’ultima glaciazione, quando i ghiacciai
alpini scendevano nella pianura Padana, la temperatura media era inferiore a quella attuale di "soli" 6 gradi centigradi;
- l’effetto è sicuramente dovuto alle attività umane;
- i fenomeni atmosferici saranno più violenti, le zone umide più piovose, quelle secche più aride; aumenteranno alluvioni e
smottamenti, sarà sconvolto il ciclo idrogeologico;
- i mari s’innalzeranno di qualche decina di centimetri, quanto basta per rendere tragica la situazione delle decine di
milioni di persone che vivono sui delta, le basse zone costiere, le piccole isole; in Italia saranno sommerse gran parte di
Venezia, una parte di litorale tra Monfalcone e Rimini, parte del Tavoliere delle Puglie, tratti di costa Tirrenica in
prossimità dei fiumi, compresi Magra, Arno, Ombrone, Tevere;
- potrebbe cessare la corrente del golfo: il nord Europa sarebbe freddo come il nord Canada;
- i raccolti di grano delle regioni tropicali diminuiranno: la fame per popoli già ora poveri;
- la maggior parte delle specie oggi a rischio si estingueranno;
- si diffonderanno malattie infettive, come la malaria.
Sono alti i costi sociali ed economici dell’effetto serra
Non è solo una questione di clima, ma di futuro. Tentare di mitigare i cambiamenti climatici vuol dire intervenire sul
mercato mondiale dei combustibili fossili, sull’uso dei suoli, sull’agricoltura e le foreste. I cambiamenti climatici
colpiscono in modo ineguale i popoli del mondo: c’è una relazione inversa tra grado di esposizione ai danni
(desertificazione, alluvioni, siccità carestie, …) e responsabilità diretta delle emissioni. Le più esposte sono le economie
povere e prettamente agricole.
Secondo l’Agenzia delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), i costi dei cambiamenti climatici ammonteranno nei prossimi 10
anni a circa 150 miliardi di dollari l’anno: ciò potrebbe portare all’insolvenza di compagnie di assicurazione, servizi
finanziari e banche.
Eccoci... sarà che sono incazzata perchè ho mal di denti, ma però di sentire predicozzi su quanto siete migliori perchè
venite al lavoro in bicicletta, non avete la macchina e siete vegetariani per poi rispondere a 20 delle vostre telefonate che
mi chiedono quando verrà attaccata l'aria condizionata negli uffici mi fa andare in bestia... scusate se è poco!