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lunedì, marzo 31, 2008
BAR CONDICIO

Caffè Italia - Photo by flickr user ZoitaCon la scusa della par condicio, che dovrebbe significare uguale condizione (per tutti), si monta la solita sceneggiata per evitare un confronto diretto tra gli aspiranti tiranni di questo paese. Niente incontro. Ognuno parlerà per conto proprio, senza contraddittorio. Come al bar. Si beve, soli o in compagnia, si sparano cazzate, si parla malissimo di quello, di quell’altro, si minaccia, si millanta, tanto nessuno dice niente, o per compassione verso il solito ubriacone, o perché le cazzate oggi come oggi, hanno un pubblico vastissimo e quindi c’è sempre chi è disposto ad ascoltarle. In questo paese ci si può arricchire a forza di dire cazzate, devi essere bravo, ma si può fare! Si può dire di tutto, tanto c’è la bar condicio, in molti sensi…

Postato da: zot a 19:36 | link | commenti (5)
italia, politica, società, massmedia

mercoledì, marzo 19, 2008
UNA SETTIMANA DA DIO

Pare, si dice, si vocifera, sembra, si mormora, che la scelta della data del 13 aprile per il voto in alternativa a quella del 6 aprile non sia affatto casuale. Votando il 6 aprile, infatti, i parlamentari alla prima legislatura non rieletti non avrebbero maturato la pensione. Votando invece, come
stabilito dal Consiglio dei Ministri il 13 aprile, ovvero una settimana dopo, gli stessi parlamentari acquisiranno la famosa pensione di platino. Sono notizie che si commentano da sole, ma non basta! Propongo quindi quanto segue: si va al seggio, si entra in cabina, si fa quello che si deve fare, poi si esce, e prima di imbucare la scheda ci si sfoga come il mitico personaggio creato da Carlo Verdone. Tanto c’è rimasto solo questo!

Postato da: zot a 14:00 | link | commenti (2)
politica, società, pensione

martedì, marzo 18, 2008
FILM A CATENA

Se soLo so... nun me faccio senti' da 'n po' ma me faccio perdona' co' sta riflessione, va bene? Federico Moccia: allora, uno che infila, in questo ordine, "3 Metri Sopra il Cielo", "Ho Voglia di Te" e "Scusa se ti chiamo Amore"... va internato. Cioè: ne pò passà uno, ma tre è troppo! E magari ci diranno pure che dovemo esse' contenti che ci so' autori come lui, così i ragazzi leggono! I ragazzi leggono?! Li mortacci vostra se questa è lettura! E ce fanno pure i film co' 'ste stronzate? E la gente li va a vede'? Ce stanno a rovina' i muri delle città co' quei titoli, ecco che fanno i mocciosi... inzozzano! e dove li mettiamo i tanti lucchetti di Scamarcio che stanno comparendo ovunque? E basta!  'A Moccia?! Te lo posso da' un titolo pe' 'l prossimo libro tuo? Giuro che me lo compro! L'ho pensato pe' l'autobiografia: "4 Metri Sotto Terra", come lo vedi? >:-P
Fate i bbravi, Nico.

Postato da: NicoToscani a 19:00 | link | commenti (5)
libri, cinema, arte e cultura

lunedì, marzo 10, 2008
MISURA PER MISURA

Che palle!Mi cade l'occhio su alcuni titoli...
“Gravina: un'agonia più breve per Ciccio e Tore”
“Vanno al ribasso le stime dei medici legali”
“Ciccio sarebbe morto massimo tre ore dopo ...”
E giù con le temperature, i minuti, le ore, i respiri, tra qualche giorno saranno in grado di raccontarci quante lacrime esattamente sono state versate, quanti decibel hanno inutilmente rimbalzato tra quelle sorde pareti e quanti rantoli, di che genere e intenzione…
Perché, con la stessa perizia, non venite a misurarci il diametro dei nostri coglioni?
Ci sarà un dottorino in grado di misurare quante volte le nostre orecchie sono costrette ad ascoltare questi dettagli morbosi? C’è uno scienziato, un qualcuno che possa aiutarmi a comprendere meglio quella specie di paralisi che mi prende quando per caso mi trovo in tv Rosa Bazzi che confessa il truculento macello che ha compiuto insieme al marito?

Postato da: zot a 23:49 | link | commenti (5)
società, massmedia, tv

giovedì, marzo 06, 2008
LA CATENA DI WATER

Giuliano FerraraAllora, lo psiconano non se ne parla proprio. L'altro, all'inizio me sembrava che fosse partito bene (ma anche no...), ha fatto entrare Di Pietro, poi ha buttato fuori De Mita (credevo fosse morto...) e ha preso Veronesi, qualche candidato giovanissimo... e via dicendo. Diciamo che qualche piccolo segno di cambiamento di rotta c'era stato. Scelte difficili ma coerenti con un pensiero rispettabile. Poi, un bel giorno, i radicali. Mah... Ero perplesso. Non seguivo più il ragionamento. Pannella? Mah... Mi sembrava una scelta azzardata. Comunque, si mettono d'accordo, ci saranno nove radicali liberi nel futuro governo. Benissimo. (?) A parte la prevedibile difficoltà nel condividere certe idee col resto della truppa. Cattolici, laici, margheritine, la Binetti e quell'altra... Mah! Come faranno? Se po fà, dice il Water... Vabbè, se po fà!
Improvvisamente, pare che i posti per i radicali non siano più nove, ma sette. Apriti cielo. Non erano questi i patti! Stai tranquillo! No! Devono essere nove! Sette! Nove! Sette! Nooooooveeeeeeeeeeee! Risultato? Pannella ha iniziato uno sciopero della sete! Dobbiamo ancora andare a votare... Lo sciopero della sete?
Ma una coalizione, una condivisione di un programma politico può iniziare con uno sciopero della sete?!
Che prevede il copione a questo punto?
a) Water si scola sette bottiglie di minerale davanti a Pannella, il quale non regge l'affronto e stramazza.
b) Water dice: A Marco, nun voi beve? E nun beve, ma sti cazzi! Pannella non regge e stramazza.
c) Water in risposta inizia lo sciopero della fame, che durerà fino a quando Pannella non interromperà quello della sete...così uno dopo l'altro tutti i nostri politici si alterneranno nello sciopero...
La c) sarebbe una soluzione interessante e definitiva... ma purtroppo la catena sarà inesorabilmente interrotta da Giuliano Ferrara!

Postato da: zot a 23:18 | link | commenti (2)
politica, usi e costumi, società

martedì, marzo 04, 2008
SUPEREROI

LMa in che paese viviamo? Lo so è una domanda fatta e strafatta, pienamente retorica, ma sorge ogni qualvolta urto contro i pali burocratici, cado in voragini istituzionali, o quando i diritti elementari di una persona non vengono rispettati, soprattutto di una persona che soffre.
La domanda si riaffaccia spontanea anche quando leggo che gli ultimi morti sul lavoro, a Molfetta, sono degli eroi… Eroi?! Un eroe è qualcuno che consapevolmente mette a rischio la propria vita per salvare quella di qualcun altro. Un gesto eroico è dettato dall’istinto, che in quel preciso momento ti fa fare l’impossibile per raggiungere un improvviso e imprevisto obiettivo. Insomma, un eroe è un uomo normale che fa cose straordinarie. I morti sul lavoro per mancanza di regole e controlli, non sono eroi, sono poveri disgraziati costretti a lavorare in pessime condizioni, è diverso. Molto diverso. Allora chiamiamo le cose con il loro nome. Ogni “incidente” non è tale, per ogni morto sul lavoro ci sono sempre dei responsabili che andrebbero giudicati e condannati. Sentire parlare di eroismo mi fa veramente incazzare! E allora sorge la famosa domanda. Ma in che paese viviamo? Attenti! Perché ce lo mettono inder posto anche cambiando significato alle parole! La medaglia al valore serve solo a coprire la verità. È più comodo pensare al morto come ad un eroe piuttosto che a un povero sfigato che lavorava per imprenditori senza scrupoli. Non vi pare?
Giro pagina e leggo che il sig. Corona è stato arrestato in autostrada perché ha più volte tentato di fare il pieno alla Bentley con banconote false… poveretto! Anche questo individuo, tempo fa, è stato dipinto come un eroe… e invece è proprio l’ultimo dei pataccari! Ricordatevi, l’Italia è il paese dei santi, dei poeti, dei navigatori ma soprattutto degli eroi… tanti eroi!

Postato da: zot a 16:29 | link | commenti (5)
parole, usi e costumi, societÃ